I governatori di Giugliano nel 1571

I governatori di Giugliano nel 1571




I governatori di Giugliano nel 1571

La organizzazione locale, sin da tempo antecedente il XVI secolo, vedeva una rappresentanza dei cittadini che si interessava degli aspetti di vita quotidiana, perché i Baroni non potevano esercitare da stessi, come in passato, tali compiti, e per questo si eleggeva in Ministro”…volgarmente detto capitaneo o governatore approvato “ad officia” per amministrar giustizia il di cui ufficio è annuale e il che di tutti gli ufficiali stabilì Federico … e confermò Carlo V. Quello Governatore (rappresentando la persona del Principe)…per tutto il vasto distretto del nostro Territorio esercita la vera giurisdizione col misto impero…”

Agostino Basile, oltre ad averci reso edotti di quanto riassunto, ci descrive come nasce questa rappresentanza e come viene nominata, alla data del 1800.

…Il Comune poi o sia Università si amministra da tre oneste e civili persone, chiamate comunemente Eletti, le quali ogni anno s’ eleggono per segreti suffragi dai 32 Decurióni che rappresentano questa Popolazione…, e si conferma poi dal Barone, per la special concessione avuta nell’investitura. Poiché essendo impossibile radunarli tutti i Cittadini per dare il loro sentimento, costituirono da principio un certo ordine di persone, alle quali conferirono la potestà di prescegliere co’ suoi suffragi coloro, che stimavano più atti al pubblico governo.

Onde tre di quelli, che hanno avuto più voti, vengono destinati a tal officio e cominciano ad esercitare il loro impiego nel 1 di Settembre e sono obbligati a vigilare all’interesse pubblico, affittare le gabelle, che sogliono ascendere ad annui ducati 6000, co’ quali si soddisfa al Fisco, a creditori fiscali, ed anche strumentarj dell’ Università. Devono ancora invigilare alla qualità del pane, olio, carne, salame, e tutto ciò, ch’ è necessario alla grascia del Pubblico, colla facoltà di castigare coloro, i quali frodono nel prezzo, peso e misura.

Hanno, quelli, anche il jus di nominare gli Amministratori delle Chiese di S. Sofia , A. G. P. , ed Anime dei Purgatorio.

Il modo, come si eleggono quelli Amministratori è tale: s’ intima in un giorno determinato pubblico parlamento ed a suono di campana si radunano li Decurioni nella casa dell’Università, con l’ intervento per lo più anche d’un Regio Consigliere Delegato e gli Eletti, o siano Sindaci, nominano tre persone delle più probe, quali si bussolano con secreti suffragi, e sé vi concorre il Voto della maggior parte de’ Decurioni s’intendono approvati, altamente sé ne nominano altre.

Questo accadeva, come detto, nel 1800.

Da un documento del 1571 (ASNa, Notai del XVI secolo, Giuliano Camerlingo, scheda 267 prot. n. 1 periodo 6 dicembre 1570 – 31 agosto 1574) apprendiamo altre notizie inerenti i governatori di Giugliano di una epoca molto più lontana da quella descritta dal Basile.

Il documento trasmessoci dal dott. Francesco Montanaro, presidente dell’Istituto di Studi Atellani, e cortesemente tradotta dal dott. Bruno d’Errico, dello stesso istituto, riporta la delega che in data 15 ottobre 1571 (8 giorni dopo la battaglia di Lepanto):

rogata dal notaio Giuliano Camerlingo, degli eletti e governatori della detta università, con il quale i nobili Ettore Margione e Francesco Pianese, considerato che gli stessi sono troppo occupati in altri affari di interesse dell’università, affidano l’incarico di procuratore dell’Università di Giugliano al nobile ed egregio Scipione d’Amore di Napoli, [come dal quanto dichiarano] per comparire in tutte le cause attive e passive, civili e criminali, presenti, passate e futura, in cui l’università sia parte attiva o passiva, ma [in realtà] in particolare per difendere l’Università di Giugliano nella causa criminale vertente nella curia arciepiscopale della città di Napoli tra la stessa università da una parte ed il magnifico dottore in diritto civile e canonico Giacomo Tesone della detta città di Napoli dall’altra parte per quanto verte in essa causa [non ne viene specificato l’oggetto]. (Seguono poi tutte le formule che erano previste per tale genere di atto) Assistono all’atto il giudice a contratto Andrea Celentano di Giugliano, regio notaio ed i testimoni [anche se non sono così definiti] magnifico Orazio Caccavo della città di Napoli, il reverendo don Alfonso Villano, chierico, Ettore Camerlingo [forse fratello del notaio] e l’onorabile Guerriero Montone, tutti del casale di Giugliano.

L’atto riporta, quindi, una delega a rappresentare l’Università di Giugliano e per essa i governatori Francesco Pianese ed Ettore Margiore in una vertenza con la Curia napoletana. Sarebbe interessante scoprire la materia del contendere considerato che dal punto di vista religioso la nostra Università ricadeva nella giurisdizione del vescovo di Aversa.